Tempo: maneggiare con cura

Il tempo, il tempo, il tempo. È sempre stata una questione di tempo.

Già duemila anni fa il buon vecchio Seneca scriveva il De brevitate vitae e dispensava consigli su come usare il tempo della vita, a suo dire breve. Chilometri di inchiostro hanno corso su migliaia di pagine nel tentativo di risolvere il problema del tempo, tant’è che scrivere un altro libro al riguardo sarebbe impresa ardua: sembra che tutto sia stato già detto!

Il punto, però, è che il tempo esercita su di me un fascino profondo e, ancor di più, mi appassiona la gestione del tempo. Saper usare il tempo, saperlo maneggiare è una sfida che mi ha da sempre appassionato.

Quante volte siamo andati al supermercato senza sapere cosa comprare? Ci aggiravamo per i corridoi, frenetici, prendendo cose che non ci servono alla rinfusa, appena usciti di corsa dall’ufficio, al galoppo verso quell’altro impegno. Di solito, una volta tornati a casa, mentre sistemiamo la spesa ci diciamo: ‹‹Ho comprato un sacco di fesserie, la prossima volta farò la lista!››.

Ecco, l’idea di fare una lista implica organizzare la spesa. Significa che stiamo valutando cosa ci serve, quale alimentazione vogliamo seguire e quanto vogliamo risparmiare. In modo un po’ più complesso, ma così è col tempo, che va pensato e, soprattutto, maneggiato con cura.

La gestione del tempo è filosofia pratica, qualcosa che parte dalla mente e si dirama dalle mani, confluendo nelle attività del nostro quotidiano. Il tempo, immateriale, senza corpo e senza faccia, influenza ogni aspetto della nostra vita e concorre al raggiungimento dell’obiettivo ultimo dell’umana specie: la felicità.

Essere felici, trovare il proprio angolo di quiete e benessere in questo mondo che corre e corre e, a volte, sembra lasciarci indietro. Saper gestire il tempo è una competenza preziosa che, con un po’ di impegno, tutti possiamo acquisire.

È essenziale comprendere la gestione del tempo. Per poter avere cura di noi stessi, per riguardo delle persone che amiamo; per porci le domande giuste e vederle fiorire in progetti; per l’economia del lavoro e della vita; per sentirci efficaci, sorridenti e – finalmente – rilassati. Per tutto questo è necessario gestire il tempo.

Anni fa un importante sociologo, Zygmunt Bauman, parlava di società liquida. Bauman con questa espressione si riferiva alla nostra società, un sistema in continua evoluzione, con tempi ristretti e addensati: una società in cui le uniche certezze sono il cambiamento costante e la rincorsa del tempo. Le cose stanno così e sta a noi decidere come approcciarci alla realtà dei fatti.

Le opzioni sono due e due soltanto: puoi scegliere di subire e lamentare le sfortune di questo millennio oppure no, scegliendo di prendere atto della realtà, osservare la pressione del tempo e della società, e gestirla.

Scegliere l’opzione numero due e coraggiosamente prendere il tempo “per le corna” è necessario oggi più di prima. La digitalizzazione, infatti, pur avendo tanti risvolti positivi, ci ha portato a vivere in un mondo che il prof. Luciano Floridi ha definito Onlife. Un mondo che spesso ci allontana dai nostri cinque sensi (lasciando al tatto solo il freddo contatto sul vetro del nostro smartphone), senza odori o sapori, ma onnipresente: un “ora e dappertutto” perenne.

Per evitare di entrare in un violento turbinio di ansia, senso di incapacità, perdita di controllo, stress e panico, possiamo renderci conto di cosa succede e agire di conseguenza. Purtroppo un libretto di istruzioni per gestire i cambiamenti incalzanti non c’è.

C’è però The Time Box, che non un libretto di istruzioni, ma è stato pensato come un cofanetto, uno scrigno che custodisce ventitré carte di lettura. Tutte diverse: rapide, veloci, toccanti, pungenti. Alcune assestano un pugno nello stomaco, altre accarezzano e abbracciano.

The Time Box è un modo per aiutare chi voglia stare al timone del suo tempo e della sua vita, senza lasciarsi trasportare lontano, chissà dove, dal soffio del vento. “La scatola del tempo”, per combattere lo stress, ricercare le cause profonde del nostro malessere. Per ritagliarsi un attimo d’amor proprio e non cadere nel tranello del workaholism, la brutta bestia della dipendenza dal lavoro che ci allontana da noi stessi e dalle nostre famiglie.

Mi auguro che chi partecipa al viaggio che la Time Box propone, trovi presto la sua carta: se anche solo una delle card toccherà la corda giusta dell’anima e produrrà un piccolo cambiamento, allora avrà raggiunto l’obiettivo per cui è stata creata.